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Quinto incontro catechesi per Adulti

QUINTO INCONTRO CATECHESI ADULTI

“La Virtù Teologale della Fede”/3

Taiedo 21.III.2021

            Abbiamo visto, attraverso il Catechismo per Adulti[1], come la Fede necessiti della nostra adesione totale e di affidamento per poter essere accolta e fatta fruttificare. Ora nel fare un passo in avanti affermiamo come la fede «è una decisione personale, ma nessuno può darsi la fede da solo. La riceviamo da altri e la trasmettiamo ad altri; gli altri sostengono noi e noi sosteniamo gli altri. Non è possibile essere cristiani senza la comunità cristiana»[2].

            Da ciò che abbiamo detto fino ad ora emergono alcune sfumature importanti:

  1. La fede non è un dono “intimistico”, ma personale. Cosa significa questo? Significa che essa riguarda la persona, si incarna in essa, ma non le appartiene totalmente. Non è una fede “fai-da-te”, ma una fede che si professa assieme. Quindi non diventa intimistica, dove l’IO prende il sopravvento. Non è un Dio a mio piacimento, ma Egli si è rivelato ad un “popolo”. Questo è importante perché evitiamo forme di religiosità intimistica.
  2. La fede apre necessariamente al “NOI”. Essa va vissuta nella Comunità, proprio perché, come dicevamo pocanzi, Dio si è rivelato ad un “popolo”. La mia fede personale, aiuta e viene aiutata dagli altri. Si sviluppa così ciò che in teologia fondamentale si dice il sensus fidei. Esso è quell’aspetto in cui la comunità assieme si indirizza nella vera fede, evitando le eresie, cioè la verità distorta ed erronea volontariamente della Rivelazione.

            Comprendiamo, allora, come il vivere la fede personale e comunitaria necessiti di essere professata assieme. “La fede è comunitaria e la comunità è madre e maestra dei credenti. Per condividere la fede e professarla insieme, occorre un linguaggio comune, sono praticamente indispensabili anche le formule fisse”[3]. Quest’ultime esistevano già nell’Antico Testamento[4]. Alle volte sembra che per attirare persona nuove alla fede dobbiamo “inventare” cose nuove, col rischio e senza capire che, facendo così, non rientriamo più nella Comunità, ma ci distacchiamo. Questo perché? Perché non parleremo più uno stesso linguaggio. Ricordate cosa successe poi a Babale[5]? Che non ci si comprendeva più ed ognuno se ne andò per la sua strada, ma lo Spirito Santo è per la Comunione, non per divisione! “Ben presto le verità rivelate sono state raccolte in un sommario chiamato Simbolo della Fede, perché servissero come segno di riconoscimento di ogni cristiano e di appartenenza alla Chiesa”[6].

            Nel prossimo incontro ci soffermeremo ad analizzare e scoprire il Simbolo della fede.



[1] CEI, La Verità vi farà liberi. (D’ora in poi lo citiamo con CdA, Catechismo degli Adulti)

[2] CdA n. 95.

[3] CdA n. 95.

[4] Un esempio lo troviamo in Dt 26, 5-10.

[5] Gen 11.

[6] Cda n. 98.

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