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MAGARI A CAVAL DE MIA SUOCERA

Passioni 2016 11 12 SmallSabato 12 novembre alle ore 20,30 la Compagnia Teatrale “NOI e PO BON” di Trieste porta in scena la commedia “Magari a caval.... de mia suocera” con la regia di Giorgio Fortuna. Lo spettacolo indaga con irriverenza ed ironia il rapporto sempre difficile tra moglie, marito e suocera, la quale, però, in questo caso, per uno sbaglio anagrafico, viene improvvisamente investita di un ruolo diverso in famiglia....

FESTA DELLA MADONNA DEL ROSARIO

A5 Madonna del RosarioFesta della Madonna del Rosario 2016

Programma:

sabato 1 Ottobre 2016
ore 20.30 - Concerto al Teatro Nuovo Taiedo  
CANZONI E SUONI DALL’INFINITAMENTE....ALT(R)O
Camerieri Italiani
Le storie dei grandi cantautori della canzone italiana che parlano di Dio

Domenica 2 ottobre 2016
ore 15.00 - Chiesa Parrocchiale di S. Andrea Apostolo
S. Messa e processione.
Al termine della processione RINFRESCO e LOTTERIA
presso il Centro Sociale di Taiedo

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Al Grest la raccolta differenziata s'impara con una storia...

... storia di un PICCOLO TETRAPAK

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C’era una volta un piccolo tetrapak che era molto triste, perchè circondato inspiegabilmente da molte lattine di tonno e bottiglie di Pepsi e Fanta. Ad un certo punto, una bottiglia d’acqua frizzante tutta gasata chiese al piccolo tetrapak: “Ma tu, piccolo tetrapak, che ci fai qui in mezzo a plastica e lattine?”. E il piccolo tetrapak rispose: “Eh non lo so. Mi hanno gettato qui per sbaglio.” E la bottiglia d’acqua frizzante gli chiese: “Ma tu, piccolo tetrapak, prima di essere buttato nel bidone azzurro della plastica e lattine, cosa contenevi?” “Eeeh, contenevo il latte intero.” A quel punto, un bambino si avvicinò al bidone azzurro della plastica e lattine e vedendo il piccolo tetrapak nel posto sbagliato, lo prese e lo buttò nel bidone giallo del secco non riciclabile. A quel punto il piccolo tetrapak si sentì un po’ più a casa, ma un accendino esausto lo rimproverò: “Tu, piccolo tetrapak, che ci fai nel bidone giallo del secco non riciclabile? Non è questo il tuo posto!” Rispose: ”Eh, non lo so… Mi hanno inspiegabilmente spostato qui! Prima ero nel bidone azzurro della plastica e lattine.” L’accendino esausto lo interruppe bruscamente: “No, no, il tuo posto non è qui. Tu devi andare nel bidone grigio della carta, assieme a fogli, giornali, scatole…” In quel momento comparve un operatore ecologico molto poetico, osservando i bidoni della spazzatura, dice: “Sempre cari mi furono questi bidoni, che dall’ultimo orizzonte lo sguardo escludono. Ma sedendo e mirando interminati spazi al di là di quei bidoni, sovrumani silenzi e profondissima quiete, io nel pensier mi fingo ove per poco il cor non si spaura vedendo il piccolo tetrapak nel bidone giallo del secco non riciclabile. Così in questa immensità di rifiuti s’annega il pensier mio. E il naufragar mè dolce in questo mar di rifiuti.” A quel punto, l’operatore ecologico prese il piccolo tetrapak e lo pose nel bidone grigio della carta. E così si concluse quell’inspiegabile giornata del piccolo tetrapak.

Pensato e scritto dal conoscitore di materiali e chimica Alessandro Bordignon

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