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ANCHE LA LUNA SORRIDE

Il sorriso è l’insegnamento più grande che mi porto dentro da queste tre settimane trascorse a Chipene, parrocchia della diocesi di Nacala a nord-est del Mozambico. In quei paesi di capanne di fango il sorriso, l’accoglienza e il saluto sono le parole d’ordine e poco importa la drastica situazione sanitaria, la fatica per il duro lavoro o la spesso precaria situazione economica, se c’è da condividere del tempo assieme (rigorosamente con un bel piatto di riso e fagioli davanti!) lo si fa. In quelle tre settimane, assieme alle mie compagne di viaggio Paola e Magda e accompagnati da Padre Lorenzo e Padre Loris, abbiamo avuto modo di toccare con mano la realtà della cultura del popolo Macua, di osservare la situazione di una piccola seppur enorme (la parrocchia copre un territorio più vasto della nostra diocesi di Concordia-Pordenone ed è formata da oltre 130 comunità!) porzione del continente africano, di conoscere la realtà missionaria e soprattutto di incontrare i nostri fratelli al di là dell’Equatore. Il contatto con la gente è sicuramente il modo più facile per provare a comprendere gli usi e i costumi, le idee, i modi di fare, le problematiche, i desideri e provare ad apprendere anche qualche parola. Anche la vita comunitaria e la fede sono vissute in modo differente dal nostro: dalle danze e dai canti durante la liturgia all’organizzazione pastorale, dal ruolo fondamentale dei laici ai sacramenti, dal rispetto verso le altre religioni al pasto di comunità. Sono davvero troppe le cose viste, ascoltate, respirate, assaggiate e toccate per poterle inserire tutte in questo articolo ma sicuramente avrò modo, col tempo, di illustrarvele. A una condizione: dobbiamo tutti imparare ad uscire dalla nostra convinzione culturale e sociale per poter davvero comprendere queste realtà che viste nella nostra ottica occidentale appaiono certamente misere e arretrate. Molto semplicemente sono una cultura diversa e come loro avrebbero molto da imparare da noi, anche noi avremmo molto da imparare da loro. Per chi non ci crede consiglio di provare l’esperienza missionaria come ho sperimentato io quest’estate grazie al gruppo diocesano del PEM che ogni anno organizza questo tipo di esperienze.

Non mi resta che concludere con il proverbio tipico del popolo Macua: “Vakhani-vakhani nrowè” (piano piano si va avanti) sempre col sorriso!

Alessandro Trevisan