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Nono Incontro di Catechesi per Adulti

NONO INCONTRO CATECHESI ADULTI

“La Virtù Teologale della Fede”/7

Taiedo 18.VII.2021

           

Dopo una lunga premessa ora iniziamo a scrutare il mistero e la profondità del Simbolo Apostolico[1]:

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra

e in Gesù Cristo, Suo unico Figlio, nostro Signore,

il quale fu concepito da Spirito Santo, nacque da Maria Vergine,

patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto;

discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte;

salì al cielo, siede alla destra di Dio, Padre onnipotente:

di là verrà a giudicare i vivi e i morti.

Credo nello Spirito Santo,

la santa Chiesa cattolica, la Comunione dei Santi,

la remissione dei peccati,

la risurrezione della carne,

la vita eterna. Amen.

 

Continuando con il nostro credo approdiamo alla seconda frase che ci fa scoprire la seconda persona della Santissima Trinità: il Figlio. Dopo aver affermato di credere nel Dio unico e visto la qualifica del Padre come Onnipotente e Creatore, ora ci soffermiamo su Gesù Cristo.

Egli è un personaggio talmente importante tanto da dividere la storia prima e dopo la sua venuta, addirittura facendo ricominciare la storia proprio dalla sua nascita.

Noi ci chiamiamo cristiani proprio perché crediamo in Lui; già in At 11, 26 troviamo scritto: “Ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani”. Siamo suoi discepoli perché lo seguiamo e portiamo il messaggio predicato: il Vangelo. Ed è proprio perché siamo stati con Lui e lo abbiamo seguito che abbiamo compreso che Gesù Cristo, come sottolinea più volte san Paolo nelle sue lettere, sta ad indicare la doppia natura di questo personaggio così importante e controverso della storia: la natura umana e divina. Lui è vero Dio e vero uomo. Egli stesso si definisce Figlio del Padre che dona a noi lo Spirito Santo.

Il Figlio è una sola persona con due nature, le quali non sono né confuse, né separate si cadrebbe sennò nelle varie eresie (ad esempio Nestoriane; Ariane…etc..).

Gesù è vero uomo, infatti egli ha gli stessi sentimenti, stati d’animo di tutti gli uomini: si commuove, gioisce, soffre, prova dolore, ride… Gesù come Dio, opera segni prodigiosi e parla il linguaggio mai udito, nel quale ci presenta il volto paterno di Dio, cioè di un Dio che è Amore, che sa accogliere, perdona e vuole il vero bene delle creature. Proprio perché è uomo e Dio, Gesù è l’unico mediatore fra Dio e gli uomini; come scrive san Paolo a Timoteo (1Tm 2,5-6)” Uno solo è Dio e uno solo è l’unico mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti noi”.

Il suo nome, Gesù, significa “Dio salva” e mette in evidenza la missione del Figlio iniziata con l’Incarnazione e compiuta con la Risurrezione. Inoltre, è chiamato anche Emmanuele “Dio con noi” per farci comprendere come sia sempre presente nel mondo e manifestato dalla Chiesa da Lui fondata.

Compito fondamenta della Chiesa, allora, sarà di dirigere lo sguardo dell’uomo proprio su di Lui il mediatore e salvatore.

Gesù è l’Alfa ed Omega, come lo descrive l’Apocalisse, il Primo e Ultimo, il principio e la e il fine della nostra storia. Gesù principalmente annuncia il Regno dei Cieli, la presenza della Signoria di Dio nel mondo e ci insegna che sono il servizio e la carità il fondamento e la base di questa signoria che si estende, poi, verso l’eternità.

 


[1] Le riflessioni sono prese dal libro: R. Lupi, Credo. Commento al Simbolo degli Apostoli, 2012.

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